project.

RE_CONVERT la mia seconda vita, un progetto artistico che guarda al recupero e riutilizzo di materiali per farli rivivere nelle opere di Giorgio Bellingardo.
Seconda, ma non necessariamente una vita migliore, molto spesso una vita diversa da quella per cui erano stati progettati.
Un’ alternativa al naturale destino che li avrebbe visti abbandonati in qualche isola ecologica.
Un gesto, quello del recupero, non nuovo nell’ intento, ma nuovo nello scopo operato dall’ artista per consegnare alla memoria tasche di jeans, lattine, tappi di sughero, trasformandoli in cuori, pesci, stelle, panni stesi.
I colori usati, prevalentemente i primari, conferiscono al lavoro di Bellingardo una forza ed una energia primordiali, come se l’istinto, il calore, la passione e l’amore fossero gli ingredienti per salvare il mondo. Un mondo non ancora irrimediabilmente perso, un mondo malato, ma ancora vivo, al quale con uno sforzo collettivo dare una seconda opportunità, una seconda vita.
Come quella che Bellingardo si appresta a cominciare, fugando ogni dubbio sul da farsi: seguire il proprio istinto, la propria inclinazione, dipingere un mondo di nuovi sentimenti, di nuove passioni, di nuovo RISPETTO per l’ambiente, le persone e le idee.

 

exhibition.

Esposizioni 2017

SUMI-E BOUTIQUE Piove di Sacco - Padova - Italy​

GALLERIA AL MONTIRONE - MUSEO DEL VETRO Abano Terme - Padova - Italy

Esposizioni 2016

CORTE BENEDETTINA Correzzola - Padova - Italy

VILLA GRIMANI VALMARANA Noventa Padovana - Padova - Italy

CASONE AZZURRO Arzegrande - Padova - Italy

VILLA FERRI Casalserugo - Padova - Italy

Esposizioni 2015

CORTE BENEDETTINA Correzzola - Padova - Italy

 
 

about.

La vivezza di un artista è palese, non si fa attendere, è come un fiume carsico, forse si cela solo alla nostra vista.
Il cuore dell’uomo - un tempo biondo come Robert Plant - batte da quando io ne porto memoria. Il livello della percezione delle emozioni si stabilisce nello stato più alto, come da non lasciare ipotesi a pentimenti. La forza integra dell’amore puro sembra non diminuire il suo impulso nel dirigere l’orchestra a volte complessa della quotidianità.
L’impianto pittorico quasi essenziale, non lascia spazi a curiosità e considerazioni di debole accademia tonale o grafica: le questioni per molti ancora ostiche, l’uomo le ha superate nell’adolescenza, togliendo dalle argomentazioni, tediose disquisizioni didattiche. L’uomo, cromaticamente esprime la forza dei primari, non li teme, li domina, come un giardiniere senza timore di girare un fittone di rosa Damasco per creare uno stupore nel visitatore. Ma lui non vuole stupire, il giallo, il rosso, il blu sono solo strumenti che si fanno raffinatissimi per raccontare un pensiero, sul quale si è ragionato a lungo. Un pensiero sul quale si sono adagiate piogge leggerissime, ma anche violente quasi da strappare le foglie, che sembravano attaccate in modo indivisibile.
E’ così che compaiono sino all’orizzonte opere dove si manifesta il desiderio di incollare alla tela deputata alla pittura, un’altra tela, meglio adatta a raccontare.
E’ curioso che la nascita della pittura moderna con l’impressionismo, coincida con la nascita del tessuto jeans.
Brandelli di questa tela vengono riconvertiti, con tanto di cuciture e borchie in opere dove lo scenario si fa ampio, dove l’orizzonte, non vuole nascondere o celare, ma desidera raccontare la storia non sempre trasparente.
Una pittura fatta di cuciture sottili, mai scontate rivisitate con l’occhio di un sarto attento, dove l’amore per il mestiere, per la vita, non egoisticamente solo la propria, si fa segno generatore di albe gentili, per raccontare colori intimi e sinceri.

Andrea Zelio Bortolotti

 
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© 2017 Giorgio Bellingardo